Prospettive induiste sul significato

Una famiglia di tradizioni vive, lette accanto a ciò che la psicologia ha studiato.

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L’induismo non è un unico sistema di credenze. È una grande famiglia di tradizioni, con molte scuole, testi e pratiche quotidiane. Questa pagina presenta alcune idee induiste su una vita significativa e le affianca a ciò che la psicologia ha studiato. Non parliamo dall’interno di queste tradizioni. Le descriviamo con rispetto e non raccomandiamo alcuna religione. La pagina tratta anche le cautele e dove trovare aiuto. Questo è un contenuto educativo, non terapia né consiglio medico.

Circa 9 min di lettura

Una nota sulla sicurezza. Lo yoga, le pratiche di respirazione e la meditazione possono a volte far emergere emozioni o ricordi difficili, o affaticare il corpo. La pratica spirituale non sostituisce la terapia né le cure mediche.

  • Non interrompere né modificare alcun farmaco o trattamento a causa di una pratica o di una convinzione. Parlane prima con il medico o il terapeuta che lo ha prescritto.
  • Se hai un trauma, una psicosi o una depressione grave, parla con un clinico prima di iniziare una pratica intensa. Se una pratica ti fa stare peggio, parlane con un clinico.
  • Idee come il karma o il destino non devono mai essere usate per incolpare una persona di ciò che le è accaduto, né per giustificare abusi o danni basati sulla casta o sul genere.
  • Se ti senti molto in difficoltà, fermati e chiedi aiuto.
Come le tradizioni induiste descrivono una vita buona
Filosofia e cultura

Molti testi e maestri induisti descrivono quattro scopi della vita umana, chiamati puruṣārtha. Il dharma è la giusta condotta e il dovere (Encyclopaedia Britannica, n.d.-d). L’artha è il benessere materiale e il sostentamento. Il kāma è il godimento. Il mokṣa è la liberazione, spesso descritta come l’uscita dal ciclo delle rinascite. In molte versioni il mokṣa è lo scopo finale, e l’artha viene perseguito soprattutto nella fase della vita del capofamiglia (Encyclopaedia Britannica, n.d.-a).

In queste tradizioni il karma è l’idea che le azioni abbiano conseguenze, con un aspetto morale e uno psicologico. Non è mai una ragione per incolpare una persona che soffre. Il saṃsāra è il ciclo di nascita, morte e rinascita. La maggior parte delle scuole classiche indiane lo descrive come segnato dalla sofferenza (Chadha, 2022).

Le fasi tradizionali della vita sono chiamate āśrama: lo studente, il capofamiglia, chi si ritira gradualmente dai doveri quotidiani e chi rinuncia ai beni per cercare la liberazione (Encyclopaedia Britannica, n.d.-b).

La Bhagavad Gītā, un testo molto amato, insegna a compiere il proprio dovere senza attaccarsi ai risultati (Encyclopaedia Britannica, n.d.-c). Non lo leggiamo come un invito a ignorare il dolore o a restare in una situazione che ti fa del male. La Gītā descrive le vie dell’azione, della conoscenza e della devozione. Sono considerate adatte a persone diverse e come vie che lavorano insieme (Encyclopaedia Britannica, n.d.-e).

Nota: Gli studiosi discutono sull’idea dei quattro scopi. Olivelle (2019) sostiene che i primi testi nominino tre ambiti della vita (dharma, artha, kāma) e che il mokṣa sia stato aggiunto in seguito in un elenco di quattro. Usiamo i quattro scopi come una mappa utile, non come un unico insegnamento condiviso.
Che cosa dice la psicologia sul significato
Basato sulla ricerca

Martela e Steger (2016) descrivono tre parti del significato nella vita. La coerenza è la sensazione che la vita abbia senso. Lo scopo è la sensazione di avere obiettivi e direzione. La rilevanza (significance) è la sensazione che la vita abbia valore e valga la pena di essere vissuta.

Una revisione di 66 studi (Czekierda et al., 2017) ha rilevato che il significato nella vita era associato in modo da debole a moderato alla salute fisica, soprattutto alla salute riferita dalla persona stessa. Sono associazioni, non una prova che il significato causi una salute migliore.

Singh et al. (2022) confrontano le idee della psicologia positiva induista e di quella occidentale e chiedono più ricerca.

Leggere i due punti di vista fianco a fianco
Filosofia e cultura

Potresti notare qualche sovrapposizione tra i quattro scopi e le tre parti del significato. Per esempio, il dharma potrebbe collegarsi allo scopo, e la conoscenza di sé alla coerenza. Questa è una nostra lettura, non un risultato di ricerca. Le tradizioni induiste descrivono i propri scopi con i propri termini.

Che cosa dice la ricerca sulle prospettive induiste, la sofferenza e il significato
Basato sulla ricerca

Pandya e Bhangaokar (2025) hanno intervistato 30 adulti di città a Vadodara, in India, divisi in parti uguali tra uomini e donne. Tra i temi emersi c’erano i tipi di sofferenza descritti dalle persone, l’idea che la sofferenza abbia un aspetto karmico e l’alleviare la sofferenza lavorando sul proprio carattere. Gli autori indicano lo svadharma (il proprio dovere) e l’equanimità (samatvam, calma e stabilità).

Parekh et al. (2025) hanno messo insieme i risultati di sei studi basati su interviste sulle credenze e sulle esperienze induiste riguardo alla morte e al morire. Hanno riportato quattro temi: gli insegnamenti, i rituali, la terra d’origine e la vita all’estero, e il coinvolgimento della famiglia.

Nota: Questi studi sono piccoli e per lo più descrivono come le persone parlano della sofferenza. Non mostrano che queste credenze migliorino la salute. In un’indagine su 178 studenti induisti in India, credenze religiose più forti si accompagnavano a più significato nella vita, ma anche a più depressione e ansia. Le associazioni erano modeste. Un’indagine svolta una sola volta non può mostrare che cosa causi che cosa (Park & Kamble, 2020). Il quadro è misto.
Psicologia, cultura e cura
Basato sulla ricerca

Gran parte della ricerca psicologica ha coinvolto persone di società occidentali, istruite, industrializzate, ricche e democratiche, che non sono rappresentative delle persone di tutto il mondo (Henrich et al., 2010). Una revisione di 78 studi ha rilevato che le terapie adattate alla cultura di una persona funzionavano meglio delle versioni standard. Gli studi non riguardavano specificamente le comunità induiste e gli autori segnalano questioni ancora aperte (Hall et al., 2016). Una guida per i clinici suggerisce che conoscere le idee di una persona sul sé e sulla sofferenza possa aiutare a costruire la relazione (Singh, 2022). Puoi portare queste idee a un terapeuta.

Corpo, mente e comunità
Basato sulla ricerca

Una prospettiva biopsicosociale tiene presenti tutti e tre gli aspetti. Le prossime due frasi descrivono una tradizione, non un risultato di ricerca. Nelle tradizioni induiste lo yoga è una via e non solo esercizio fisico. Comprende un addestramento etico e contemplativo (Dalal, 2021; Encyclopaedia Britannica, n.d.-e).

  • Corpo: una revisione di 15 studi su persone sane ha associato la respirazione lenta, sotto i dieci respiri al minuto, a cambiamenti negli schemi della frequenza cardiaca e a un minor numero di segni di un corpo in stato di allerta. Non ha verificato le pratiche di nessuna tradizione in particolare (Zaccaro et al., 2018). Nelle donne con problemi di sonno, lo yoga è stato associato in media a una migliore qualità del sonno, anche se non in tutte le misure né in tutti i sottogruppi (Wang et al., 2020). Lo yoga fisicamente attivo è stato associato a sintomi depressivi più bassi in persone con disturbi mentali diagnosticati (Brinsley et al., 2021). Gli studi variano per dimensioni e qualità. Lo yoga non è una cura né un sostituto del trattamento.
  • Mente: molte idee in questo ambito riguardano l’accettazione, la conoscenza di sé, i valori e l’attenzione. Le persone intervistate in uno studio hanno descritto l’equanimità come un modo per alleviare la sofferenza (Pandya & Bhangaokar, 2025).
  • Comunità: in uno studio su una comunità induista odia, i rituali e l’autodisciplina plasmavano il modo in cui le persone invecchiavano (Menon, 2013). Anche i rituali e il coinvolgimento della famiglia contavano nel lutto (Parekh et al., 2025). La comunità può anche escludere. La casta è una gerarchia sociale dell’Asia meridionale e non riguarda soltanto gli induisti. Una revisione di nove studi in India e Nepal, incentrata sulle comunità dalit, ha rilevato che l’esclusione basata sulla casta incide sul benessere e sull’accesso alle cure sanitarie (Thapa et al., 2021).
Cautele che emergono dalla ricerca
Basato sulla ricerca
  • Una revisione di 83 studi ha rilevato effetti indesiderati della meditazione in circa l’8% dei partecipanti. La percentuale variava da circa il 4% negli studi clinici al 33% negli studi osservazionali. Ansia e depressione erano tra gli effetti più comuni e possono manifestarsi in persone senza precedenti problemi di salute mentale (Farias et al., 2020). In uno studio su 96 adulti in un programma di terapia cognitiva basata sulla mindfulness di otto settimane, effetti negativi duraturi si sono verificati dal 6% al 14% (Britton et al., 2021). Questi studi non riguardano specificamente la pratica induista.
  • Le segnalazioni di casi pubblicate descrivono danni causati dallo yoga, più spesso a muscoli e ossa, e spesso con posture estreme o respirazione forzata (Cramer et al., 2013). Le segnalazioni di casi non possono mostrare quanto sia frequente.
  • Per bypass spirituale si intende l’uso di idee spirituali per evitare emozioni dolorose o problemi reali. Finora è stato poco studiato, e i primi studi hanno iniziato a misurarlo (Cashwell et al., 2010; Fox et al., 2017). Il dolore è reale e merita cura, qualunque sia ciò in cui credi.
Cautele su come vengono usate le idee
Filosofia e cultura
  • Gli induisti differiscono molto tra loro (Singh et al., 2022). Chiedi alle persone qual è il loro punto di vista, invece di dare le cose per scontate.
  • Le idee sul karma possono confortare alcune persone. Non abbiamo trovato ricerche che dicano se aiutino o danneggino nell’affrontare le difficoltà. Questa è una cautela, non un risultato di ricerca. Il karma non deve mai essere usato per dire che qualcuno si è meritato una malattia, un abuso o la povertà.
  • I doveri non sono ricaduti allo stesso modo su tutti. I testi classici descrivevano le fasi della vita soprattutto per gli uomini delle caste superiori. I testi non si rivolgevano alle donne e alle persone di altre caste allo stesso modo (Olivelle, 1993). I danni basati sulla casta sono documentati (Thapa et al., 2021). Non accettiamo alcuna giustificazione per tali danni.
  • Lo yoga e le pratiche induiste non sono cure per le malattie. Sono tradizioni vive, quindi trattale con rispetto e non come una moda del benessere.
Domande su cui riflettere
Riflessione
  • Quale delle tre parti del significato (coerenza, scopo, rilevanza) mi sembra più forte nella mia vita in questo momento?
  • Quali delle mie responsabilità sento davvero mie, e quali mi sono state date da altri?
  • Quando affronto qualcosa di difficile, che cosa mi aiuta a trovare stabilità, e chi mi aiuta?
  • Dove ho bisogno di riposo o di sostegno, e non di un’altra pratica?
  • Quali voci, dall’interno di una tradizione a cui tengo, potrei ascoltare di più?
Da dove proseguire. Un professionista abilitato della salute mentale o un medico può aiutarti a capire che cosa si adatta alla tua situazione. Puoi portare le tue credenze e le tue pratiche in quelle conversazioni. Se il lutto o una pratica ti lasciano con una sensazione di sopraffazione, fermati e chiedi sostegno.
Se sei in crisi o stai pensando al suicidio, chiedi aiuto: Telefono Amico Italia (02 2327 2327, anche su WhatsApp al 324 011 7252, la sera dalle 18 alle 21) oppure, in caso di pericolo immediato, il 112. Se ti trovi fuori dall’Italia, puoi trovare un servizio di ascolto locale su findahelpline.com. Se qualcuno è in pericolo immediato, chiama il numero di emergenza locale.
Fonti e letture di approfondimento
  • Brinsley, J., Schuch, F., Lederman, O., Girard, D., Smout, M., Immink, M. A., Stubbs, B., Firth, J., Davison, K., & Rosenbaum, S. (2021). Effects of yoga on depressive symptoms in people with mental disorders: A systematic review and meta-analysis. British Journal of Sports Medicine, 55(17), 992-1000. Link
  • Britton, W. B., Lindahl, J. R., Cooper, D. J., Canby, N. K., & Palitsky, R. (2021). Defining and measuring meditation-related adverse effects in mindfulness-based programs. Clinical Psychological Science, 9(6), 1185-1204. Link
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  • Zaccaro, A., Piarulli, A., Laurino, M., Garbella, E., Menicucci, D., Neri, B., & Gemignani, A. (2018). How breath-control can change your life: A systematic review on psycho-physiological correlates of slow breathing. Frontiers in Human Neuroscience, 12, Article 353. Link

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