Rifiuto scolare

Quando la preoccupazione o il disagio fanno sembrare troppo difficile andare a scuola.

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Preoccupazione e senso di sopraffazione

È una situazione comune, e le famiglie non devono affrontarla da sole. Apri una sezione alla volta.

Circa 2 min di lettura

Questa pagina serve a capire, non a fare diagnosi. Solo un professionista abilitato può dirti che cosa sta succedendo a te. Molte di queste esperienze si sovrappongono, e avere alcuni di questi segnali non significa avere una condizione.
Che cos’è

Il rifiuto scolare significa fare fatica ad andare a scuola o a restarci a causa di un disagio emotivo. Nel Regno Unito e altrove si usa spesso l’espressione “emotionally based school avoidance” (evitamento scolastico di origine emotiva), per sottolineare che dipende dal disagio e non dalla voglia di saltare la scuola. Le stime variano in base a come lo si definisce, ma circa da uno a cinque bambini in età scolare su cento vivono questo tipo di disagio e di evitamento in qualche momento.

Spesso è legato all’ansia, ma può accompagnarsi anche a depressione, bullismo, difficoltà con gli amici, difficoltà di apprendimento, condizioni di salute o autismo o ADHD non diagnosticati (AACAP).

Come ci si può sentire

Bambini e adolescenti possono provare angoscia, panico o vergogna per la scuola. Molti non sanno spiegare perché. Le mattine possono essere difficili, e più si evita la scuola, più può far paura tornarci.

Come accorgersene
  • Forte disagio, pianto o panico quando è ora di andare a scuola
  • Mal di pancia, mal di testa o altri disturbi fisici prima della scuola
  • Implorare, aggrapparsi o rifiutarsi di uscire di casa
  • Difficoltà a dormire, o cambiamenti duraturi nell’umore o nelle amicizie
  • Saltare sempre più giorni di scuola col passare del tempo

Quando il rifiuto scolare compare per la prima volta in un bambino più grande o in un adolescente, può indicare qualcosa di nuovo, come problemi con gli amici, bullismo o depressione, e merita un approfondimento (AACAP).

Che cosa può aiutare

Di solito l’aiuto funziona meglio quando famiglie, personale scolastico e una figura professionale della salute mentale lavorano insieme. Gli approcci comprendono la terapia per l’ansia, un ritorno a scuola graduale e sostenuto, adattamenti scolastici e un aiuto per ciò che sta dietro al disagio, come il bullismo o una difficoltà di apprendimento. Per i genitori, restare calmi, ascoltare e mantenere stabili le routine aiuta.

Quando chiedere aiuto

Rivolgiti al pediatra o al medico di famiglia di tuo figlio o di tua figlia, a un referente della scuola (ad esempio lo sportello di ascolto psicologico, dove è presente) o a una figura professionale della salute mentale se le preoccupazioni persistono, si saltano giorni di scuola o noti tristezza, chiusura o discorsi sul farsi del male. In caso di crisi: Telefono Amico Italia (02 2327 2327, anche su WhatsApp al 324 011 7252, la sera dalle 18 alle 21) oppure, in caso di pericolo immediato, il 112. Per ragazzi e famiglie c’è anche Telefono Azzurro, 19696.

Fonti
Se sei in crisi o stai pensando al suicidio, chiedi aiuto subito. Non devi affrontare tutto questo senza supporto: puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327 (anche su WhatsApp al 324 011 7252, la sera dalle 18 alle 21). Se sei in pericolo immediato, chiama il 112, il numero unico di emergenza. Se hai meno di 18 anni, puoi chiamare Telefono Azzurro al 19696. Numeri e orari possono cambiare: verifica su telefonoamico.it e azzurro.it.

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Within Your Light offre psicoeducazione. Questa pagina ha solo scopo educativo e non costituisce un consiglio medico, una diagnosi o un trattamento. Parla con un professionista abilitato della tua salute. Se sei in crisi, chiedi aiuto: Telefono Amico Italia (02 2327 2327, anche su WhatsApp al 324 011 7252, la sera dalle 18 alle 21) oppure, in caso di pericolo immediato, il 112.