Negazione
Rifiutarsi di accettare una realtà dolorosa o la sua gravità. “Non sta succedendo davvero.”
Perché a volte la tua mente reagisce in modi che non capisci del tutto?
La nostra mente sviluppa in modo naturale dei modi per proteggerci dal dolore emotivo, dalla paura, dallo stress e dalle esperienze che ci sopraffanno. In psicologia, queste risposte protettive si chiamano meccanismi di difesa. L’idea nasce dalla teoria psicoanalitica: l’ha introdotta Sigmund Freud e l’ha sviluppata ulteriormente sua figlia Anna Freud nel libro del 1936 The Ego and the Mechanisms of Defence.
I meccanismi di difesa sono di solito automatici e al di fuori della nostra consapevolezza. Non sono necessariamente dannosi e non sono un segno che qualcosa non va in te. Molti si sviluppano perché, a un certo punto della tua vita, ti hanno aiutato ad affrontare qualcosa di difficile. Alcuni ricercatori, come lo psichiatra George Vaillant, hanno descritto le difese su uno spettro, da quelle più adattive (come l’umorismo o la sublimazione) a quelle meno adattive (come la negazione o la proiezione) (Di Giuseppe & Perry, 2021). Tutte le persone usano un insieme di difese diverse.
Rifiutarsi di accettare una realtà dolorosa o la sua gravità. “Non sta succedendo davvero.”
Spingere fuori dalla consapevolezza pensieri, ricordi o sentimenti angoscianti senza sceglierlo. (La soppressione, al contrario, è la scelta deliberata di mettere qualcosa da parte.)
Attribuire a qualcun altro i propri sentimenti o impulsi scomodi.
Trovare spiegazioni dall’aria logica che permettono di evitare il vero motivo emotivo di qualcosa.
Dirigere i sentimenti verso un bersaglio più sicuro di quello che li ha causati, per esempio provare rabbia per qualcosa al lavoro ma sfogarla su qualcuno a casa.
Pensare a un’esperienza dolorosa in termini puramente logici, senza entrare in contatto con le emozioni coinvolte.
Sentirsi distaccati da sé, dalle proprie emozioni o da ciò che ci circonda durante esperienze che sopraffanno. Le forme lievi, come assentarsi con la mente, sono comuni; una dissociazione frequente o che crea disagio merita di essere discussa con un professionista della salute mentale.
Tornare a modi più vecchi e più familiari di affrontare le difficoltà quando tutto sembra troppo.
Incanalare emozioni difficili in attività costruttive come l’esercizio fisico, l’arte o la scrittura. In genere i ricercatori la considerano una delle difese più adattive.
Questi nove sono solo un esempio. Teorie e ricercatori diversi elencano e raggruppano le difese in modi diversi, e alcune idee, come la rimozione, sono ancora oggetto di dibattito nella ricerca attuale.
La tua mente sta cercando di proteggerti, non di sabotarti.
Le strategie che ti hanno aiutato a superare esperienze difficili possono smettere di servirti nella tua situazione attuale. Per esempio, evitare le emozioni può averti aiutato a gestire una situazione opprimente nell’infanzia. Da adulti, quella stessa risposta potrebbe rendere più difficile comunicare i tuoi bisogni o costruire vicinanza emotiva.
In molte forme di terapia, in particolare quelle psicodinamiche e altri approcci centrati sulle emozioni, l’obiettivo non è eliminare né giudicare le tue difese. Piuttosto, un terapeuta ti aiuta a comprenderle e a sviluppare più flessibilità nel modo in cui rispondi.
Man mano che sviluppi consapevolezza emotiva e flessibilità psicologica, potresti iniziare a:
Un messaggio da ricordare
Non devi combattere le parti di te che hanno imparato a proteggerti. Puoi capire perché quelle risposte si sono sviluppate, riconoscere quanto ti hanno aiutato un tempo e imparare, a poco a poco, nuovi modi di prenderti cura di te.
L’obiettivo non è togliere la tua protezione. È aiutarti a sentirti abbastanza al sicuro da avere più scelte.
Se qualcosa in questo articolo ti risuona, ti consigliamo di fissare un appuntamento con un professionista abilitato. Capire i propri schemi può essere più semplice con il sostegno di un professionista. Se sei in crisi o stai pensando di farti del male, chiedi aiuto: Telefono Amico Italia (02 2327 2327, anche su WhatsApp al 324 011 7252, la sera dalle 18 alle 21) oppure, in caso di pericolo immediato, il 112.
Nota clinica: Questo è un quadro di psicoeducazione di ispirazione psicodinamica. I meccanismi di difesa non sono diagnosi, e comportamenti come la dissociazione possono avere cause diverse. Esplora queste risposte in modo collaborativo, senza dare per scontato che ogni reazione rifletta una difesa inconscia o un’esperienza traumatica passata.
Fonti: Anna Freud, The Ego and the Mechanisms of Defence (1936), la fonte originale del concetto; Di Giuseppe, M., & Perry, J. C. (2021). The hierarchy of defense mechanisms: Assessing defensive functioning with the Defense Mechanisms Rating Scales Q-sort. Frontiers in Psychology, 12, 718440. https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpsyg.2021.718440/full
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